giovedì 15 luglio 2021

Novara, 3 dicembre 729 – Carta di supplica



+ Al signor santo e beatissimo per meriti che eguagliano quelli degli apostoli, nostro vescovo Grazioso, che regge la sede di san Gaudenzio. 

Io Radoaldo uomo devoto, figlio vostro, residente nel villaggio di Gausingo, presso la cappella di san Michele, che è posta nella chiesa dove c'è l'altare di san Martino, dichiaro in presenza di testimoni: beato il Signore che vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla verità, lui che guida anche noi pastori, cosicché per vostra intercessione possiamo attingere alla vita eterna.

E dunque, padre, prego la santità vostra, perché si debba intitolare a me il predetto altare nel nome del già detto san Michele; e qui dono come giusto corrispettivo una mia terra per sei moggi coltivabili in tre momenti: due moggi con un’aratura, due con un'altra, due la terza; saranno così sei moggi, che serviranno per le luminarie nel medesimo venerabile luogo, così come serviranno per il medesimo venerabile luogo per sempre sotto la vostra protezione, dominio e consacrazione e dei vostri successori.

Ho riletto la supplica fatta da me e ho convalidato con il segno della santa croce, perché venga conservato nel vostro archivio o in quello della santa chiesa.

Fatto nella città di Novara il terzo giorno del mese di dicembre, nel diciottesimo anno del regno del signor re Liutprando, indizione tredicesima, Feliciter

[X] di Radoaldo, uomo devoto, che ha richiesto la carta, e al quale è stata riletta.

[X] di Rotperto, cittadino novarese, testimone.

[X] di Liutperto, uomo devoto, teste.

[X] di Lupecinone uomo devoto dello stesso villaggio, teste.

Io Lautichis, notaio, ho scritto la carta su richiesta di Radoaldo, dopo averla redatta, l'ho autenticata e consegnata.

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